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Le «carte metaforiche» nel lutto: quando l'immaginazione cura

Dott.ssa Nicoleta Pop-Span
· 10 giugno 2026
Le «carte metaforiche» nel lutto: quando l'immaginazione cura

In alcuni percorsi propongo uno strumento che molte persone chiamano, spontaneamente, «carte magiche»: carte metaforiche o immaginative con immagini, simboli, scene di vita, parole-chiave. Non sono carte divinatorie, ma supporti visivi che aiutano a far emergere contenuti interni difficili da mettere in parola, soprattutto quando il dolore è ancora confuso.

Le ricerche su strumenti proiettivi e metaforici nel lutto mostrano che l’uso di immagini facilita l’accesso a emozioni complesse in modo più graduale e tollerabile. Guardare una carta con un ponte, una porta socchiusa, una casa vuota, un albero con radici profonde, può risuonare con aspetti della propria storia che la persona non riuscirebbe a descrivere se le chiedessi semplicemente: «Come ti senti?». L’immagine parla al sistema nervoso in un linguaggio immediato e non giudicante.

Nella pratica clinica utilizzo le carte in diversi modi. A volte chiedo: «Scegli una carta che rappresenta come ti sentivi prima della perdita, una per come ti senti oggi, e una per come vorresti sentirti un giorno». Il passaggio tra queste tre immagini apre un racconto: ciò che è stato, il trauma della perdita, l’idea (spesso ancora fragile) che sia possibile immaginare un futuro diverso. Altre volte invito a scegliere una carta che rappresenta la persona defunta, o il legame con lei. Non è importante «indovinare» il significato: è la tua associazione personale a dare senso all’immagine.

Integrate con la Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari, la terapia cognitivo-comportamentale e l’ipnosi clinica, le carte permettono di «ancorare» nel concreto ciò che si muove nella seduta: la carta diventa un punto di appoggio, un promemoria visivo di un passaggio interno, una risorsa da tenere sulla scrivania o vicino al letto. Ciò che era solo dolore informe inizia ad avere contorni, forme, simboli, quindi anche possibilità di trasformazione.

Se senti che le parole ti mancano, che «non sai da dove cominciare», strumenti creativi come le carte possono aiutarti a trovare una via diversa per raccontare il tuo lutto.

Le sedute di psicoterapia possono diventare lo spazio in cui anche l’immaginazione viene messa al servizio del cambiamento, rendendo più lieve un lavoro che da sola sarebbe troppo pesante.

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